Il fico è una pianta da frutto della famiglia delle Moracee presente in tutta l’Europa meridionale e nel nostro Sud Italia. È originaria dell’Asia Minore (l’attuale Anatolia, nonché l’area tra Turchia e Cipro), ma si coltiva e cresce spontaneamente anche nelle nostre regioni di Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, coprendo circa il 75% della produzione sul mercato italiano.
Nell’Italia settentrionale invece, la pianta del fico è coltivata solo in Liguria, dove il clima è più temperato e favorevole alla crescita: questa pianta infatti esige il sole, le temperature calde e i climi aridi, un terreno fresco e poco acido e non tollera l’ombra, il freddo, l’umidità ed il ristagno dell’acqua.
Sebbene il fico sia una pianta abbastanza resistente e forte, ci sono alcuni parassiti e patogeni fungini dai quali la si deve proteggere, sia con prodotti chimici adatti, sia con una prevenzione naturale altrettanto efficace, nel caso di coltivazioni biologiche.
Le malattie della pianta di fico
Nonostante il fico cresca nelle zone piuttosto secche e aride della costiera Mediterranea, può capitare che nella stagione più fredda dell’autunno-inverno si presentino malattie alla pianta del fico legate a patogeni fungini. Tra le malattie fungine del fico, si riconoscono:
- la ruggine del fico;
- la Botrite o muffa grigia del fico.
In presenza di un fico con foglie gialle nella parte superiore e più brune in quella inferiore, si ha la conferma sia stato colpito dalla ruggine. Questa malattia, che aggredisce principalmente le foglie, si manifesta con i seguenti sintomi:
- ingiallimento delle foglie di fico;
- il fico perde le foglie precocemente;
- impoverimento della chioma e ritardo della maturazione dei frutti.
In questo caso si dovrà trattare la pianta con prodotti antifungini adatti.
La muffa grigia, più comunemente chiamata Botrite (dal nome del fungo che la causa, il Botrytis cinerea), è una delle malattie del fico più temute e anch’essa colpisce le foglie dell’albero, oltre alle altre parti verdi della pianta, come i rami più giovani e i frutti prematuri.
In presenza di foglie del fico accartocciate e di frutti ricoperti di una patina grigiastra che li deteriora fino a farli marcire, si dovrà intervenire con un trattamento chimico apposito, con prodotti ad azione antibotritica acquistabili in tutti i negozi di articoli da giardinaggio.
Nel caso di coltivazioni biologiche, invece, ci sono metodi ed accortezze preventive completamente naturali che si possono adottare. In linea generale, come prima cosa si sconsiglia di irrigare la pianta del fico dall’alto (soprattutto nel caso di una pianta malata), in modo da evitare che eventuali parassiti o funghi possano scorrere lungo tutta la pianta e attaccarla dalla profondità delle radici. Si suggerisce altresì una buona e ricca concimazione, o ancora meglio l’adozione della pacciamatura come protezione del terreno, nel caso in cui i frutti marci cadano a terra, andando ad intaccare il terreno stesso. In questo caso è bene asportarli (come anche eventuali rami o alberi interamente malati), isolarli e bruciarli, per eliminare totalmente qualsiasi rischio di contaminazione.
I principali parassiti del fico
È invece più frequente che gli alberi da frutto siano intaccati da parassiti, come:
- la cocciniglia del fico (detta anche la rogna del fico);
- il rodilegno del fico;
- la mosca della frutta;
- le larve di lepidotteri (come la tignola e l’efestia).
La cocciniglia è un minuscolo insetto parassitario che si ciba della linfa del fico, indebolendone la struttura e la conseguente maturazione dei frutti. Sono insetti molto aggressivi e si manifestano generalmente in primavera, all’incirca verso maggio. Si riconoscono dal loro piccolo scudo chiaro e piatto, attaccato alla pagina sottostante della foglia (quella più nascosta e non colpita direttamente dai raggi del sole) e ai rami in ombra.
È importante che si proceda al dovuto trattamento antiparassitario, già dalle prime avvisaglie.
Il rodilegno del fico è un parassita del legno che attacca il fusto della pianta. Ha l’aspetto di una farfalla, dal colore marrone e con le striature che ricordano quelle della corteccia. Questa si ciba della componente lignea della pianta e le sue larve corrodono l’interno del fusto, indebolendolo strutturalmente.
La mosca della frutta è un insetto fitofago che attacca direttamente il frutto. Ha l’aspetto di una mosca comune, ma di dimensioni più grandi e dal colore dorato. Le mosche femmina insidiano il frutto forandolo e depositandoci le uova al suo interno. Schiudendosi, prendono vita le larve, che si ciberanno a loro volta della polpa interna del frutto, comportando il deterioramento a causa degli escrementi che vi depositano. Il risultato è un frutto completamente marcio, non commestibile e perciò non commerciabile.
Anche in questo caso ci sono trattamenti naturali possibili: la nebulizzazione frequente (ogni 15-20 giorni) di zeolite mescolata ad acqua e silicato di sodio o potassio. Questa soluzione crea una patina protettiva alla pianta che impedisce alla mosca di attecchire.
In presenza di larve, come anche le specie di lepidotteri della tignola e dell’efestia, si procede sempre con un efficace ed apposito trattamento chimico ad azione insetticida.
Un’ulteriore prevenzione da adottare in presenza di parassiti è l’uso di esche alimentari avvelenate. Queste però sono efficaci all’inizio dell’estate, cioè prima che eventuali parassiti depongano le uova che si trasformeranno presto in larve infestanti.

Qualche immagine sarebbe molto chiarificatrice. Cos? andiamo ad immaginazione….
Molto interessante
Tre anni fa Ho messso a dimora una pianta di fico nero (biaggiotto), quest anno ha cominciato a fruttificare ma in questi giorni mi sono accorto che alcune foglie hanno cominciato ad ingiallire, seccarsi e cadere. Cosa posso fare?
Grazie per i consigli.
Ciao Mario,
Possibili cause e cosa fare:
1. Stress Idrico (Troppa o Troppa poca acqua) –
Ti consigliamo di scegliere un irrigatore sul nostro sito web per poter irrigare correttamente la tua pianta.
https://www.centroverderovigo.com/cat/giardino-orto-e-frutteto/coltivazione-e-cura-di-piante-e-ortaggi-giardino-orto-e-frutteto/irrorazione-e-trattamenti/irroratori/irroratori-manuali/
2. Carenza di nutrienti
Sintomi: Ingiallimento progressivo delle foglie, in particolare le più vecchie.
Soluzione:
Puoi somministrare un fertilizzante bilanciato con un po’ di azoto, ma anche con potassio e microelementi.
3. Malattie fungine (come la Cercosporiosi o la Ruggine del fico)
Sintomi: Macchie gialle o brune sulle foglie, che poi seccano e cadono.
Soluzione:
Rimuovi e distruggi le foglie colpite.
Migliora l’aerazione della chioma.
Puoi trattare preventivamente con prodotti a base di rame (come la poltiglia bordolese) dopo la caduta delle foglie in autunno.
Team Centro Verde