Bolla del pesco: cos’é, trattamenti e rimedi naturali

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La bolla del pesco è una malattia che colpisce gli alberi di pesco ed alla quale difficilmente possono sfuggire. Scopriamo in che cosa consiste e quali sono i trattamenti ed i rimedi naturali per debellare la bolla del pesco.

Cos’è la bolla del pesco

Causata da un patogeno fungino chiamato Taphrina deformans, la bolla del pesco si manifesta sulle foglie, ma a volte anche su fiori e frutti, con dei sintomi ben precisi. Le foglie, infatti, diventano più spesse, si deformano ed assumono una colorazione biancastra, verde chiara oppure rossastra.

Quando le foglie colpite dal fungo diventano scure sono destinate a morire. Il processo di distruzione provocato dal fungo dura da poco dopo la germinazione, che avviene ad aprile, fino a giugno, quando le foglie cadono.

La pianta può anche rimanere completamente senza foglie, fattore che rende più modesto il raccolto. I sintomi delle infezioni possono differire per intensità da un anno all’altro e dipendono dal meteo. Se in autunno ed in primavera il clima è mite, ma piove molto, la bolla del pesco si manifesta con un’intensità particolarmente grave.

Come eliminare la bolla del pesco 

Come trattare il pesco contro la bolla? Esistono svariati rimedi naturali per la bolla del pesco e, se usati correttamente, permettono di sconfiggerla e di liberare le piante.

Ecco quali sono quelli che assicurano maggiore efficacia.

Acqua e cenere

Utile per combattere la bolla del pesco è la cenere prodotta da stufe e camini, che si rivela essere un ottimo rimedio da utilizzare. Per sfruttare la cenere, bisogna mescolarne 2 cucchiai in due litri di acqua e filtrare il composto con cura, in modo da ottenere una polvere sottile, tale da non intasare il nebulizzatore.

Un altro modo per usare la cenere contro la bolla del pesco è di sistemarla sulla pianta, avendo cura di controllare la direzione del vento.

Decotto di equiseto

Indicato per combattere insetti e funghi, il decotto di equiseto è perfetto per rafforzare le piante di pesco, visto che fornisce loro silice in abbondanza e le aiuta a sviluppare le difese.

Bicarbonato di sodio

Il bicarbonato di sodio è efficace per debellare la bolla del pesco, perché fa alzare il pH e blocca lo sviluppo del micelio. La soluzione con il bicarbonato di sodio va preparata con 5 grammi di polvere per ogni litro di acqua, oppure 3 grammi se i frutti sono già presenti. Il trattamento va ripetuto 3 volte a distanza di 5-10 giorni fra ognuno.

Propoli

Prodotto naturale ed efficace per debellare la bolla del pesco, la propoli è una sostanza prodotta dalle api. Sul mercato la propoli si trova in flaconi e per utilizzarla, bisogna diluirla seguendo le indicazioni dell’etichetta.

In genere, è necessario diluire 2 e 3 millilitri di propoli in 1 litro di acqua per ottenere una soluzione efficace, in grado di stimolare le piante.

Macerato di ortica

Un macerato di ortica è assolutamente efficace per proteggere le piante di pesco da varie malattie fungine, anche dalla bolla. Per prepararlo bisogna mettere 1 chilo di parti aeree dell’ortica in 10 litri di acqua per 7 giorni. Trascorso il tempo, la soluzione ottenuta va diluita con acqua 1:20 e applicata alla pianta di pesco interessata dall’infezione.

Prodotti per curare la bolla del pesco

L’uso di un adeguato fungicida contro la bolla del pesco è adatto anche in agricoltura biologica ed è una valida alternativa ai rimedi naturali fai da te.

Eccone alcuni molto efficaci per debellare la bolla del pesco:

  • Lecinol 90: si tratta di un composto di Lecitina di Soia, efficace nell’attivare le difese naturali della pianta e renderla più resistente alle patologie fungine come Oidio, Bolla del pesco, Alternaria e Peronospora;
  • Thiopron: è un fungicida UPL a base di Zolfo con formulazione liquida, resistente al dilavamento ed efficace per ridurre le perdite;
  • Polisolfuro di Calcio: questo trattamento biologico per la bolla del pesco, adatto anche in agricoltura integrata, agisce in modo preventivo su spore fungine e micelio, provocando la rottura delle membrane e delle pareti del fungo;
  • Poltiglia Disperss: si tratta di un fungicida a base di Rame metallo sotto forma di idrossisolfato. La particolare forma di cristallizzazione assicura un rilascio lento e graduale del prodotto e permette di ottenere la massima resa biologica del rame apportato. L’uso di rame e zolfo contro la bolla del pesco riduce la densità di inoculo svernante di Taphrina.

Bolla del pesco trattamenti: quando farli

Quando vanno usati contro la bolla del pesco trattamenti e rimedi?

Ecco quando eseguire i trattamenti:

  1. il primo trattamento di prevenzione va eseguito a novembre, a fine caduta delle foglie e mira a neutralizzare le spore di Taphrina deformans presenti sulla pianta;
  2. il secondo trattamento va fatto a fine inverno, quando si verifica la rottura delle gemme, per impedire che l’inoculo sfuggito ai precedenti trattamenti possa infettare i germogli;
  3. il terzo trattamento va effettuato occasionalmente, solo quando ci sono abbondanti precipitazioni due o tre settimane dopo la rottura delle gemme.
11 commenti a “Bolla del pesco: cos’é, trattamenti e rimedi naturali”
    1. Ciao Aldo,
      Possibili cause della persistenza della bolla:
      Tempistiche del trattamento
      Il trattamento deve essere fatto prima del rigonfiamento delle gemme (fase detto “bottoni rosa”) e, se necessario, ripetuto alla caduta delle foglie in autunno. Se si ritarda troppo, il fungo è già penetrato.

      Condizioni meteo favorevoli al fungo
      Umidità alta e temperature miti in primavera (tra 8°C e 16°C) creano le condizioni perfette per l’infezione. Anche un trattamento fatto bene può essere meno efficace se il clima è favorevole al fungo.

      Prodotti usati
      I classici rameici (ossicloruro di rame, poltiglia bordolese) funzionano, ma hanno un’efficacia limitata nel tempo. Alcuni prodotti a base di ziram o dodina (laddove consentiti) possono offrire un’efficacia più mirata, ma bisogna sempre controllare le normative locali e l’autorizzazione all’uso su pesco.

      Pianta indebolita o varietà sensibile
      Alcune varietà di pesco sono più suscettibili alla bolla. Se la pianta è già debole (per età, stress idrico, potature pesanti…), il fungo ha vita più facile.

      Residui infetti nell’ambiente
      Le spore possono svernare nei rami e nelle gemme. Una potatura di pulizia e l’eliminazione delle foglie infette cadute può aiutare a ridurre l’inoculo.

      Team Centro Verde

  1. Oggi 30 aprile ho riscontrato che il mio pesco ha qualche foglia con la bolla quale è il trattamento da eseguire?D

    1. Ciao Domenico,
      Purtroppo, una volta che i sintomi sono visibili, i trattamenti fungicidi non sono più efficaci sulle foglie già colpite. Tuttavia, puoi agire per limitare il danno e prevenire l’espansione:

      ✅ Azioni da fare subito:
      Rimuovi le foglie colpite (se in piccola quantità):

      Raccoglile manualmente e eliminale bruciandole o smaltendole lontano dalla pianta.

      Questo riduce l’inoculo del fungo.

      Rinforza la pianta:

      Somministra un concime bilanciato o uno specifico biostimolante fogliare per aiutare l’albero a rigenerare nuove foglie.

      Irriga se il terreno è secco: lo stress idrico peggiora la situazione.

      🧪 Trattamenti preventivi (per il futuro):
      Il trattamento efficace si fa prima della comparsa dei sintomi, nei seguenti momenti:

      Autunno (dopo la caduta delle foglie): trattamenti a base di rame (ossicloruro di rame, idrossido di rame, poltiglia bordolese).

      Fine inverno / inizio primavera (gemme gonfie ma ancora chiuse): un altro trattamento rameico o con prodotti a base di ziram o dodina.

      NO trattamenti rameici a foglia aperta: possono bruciare la pianta.

      🛡️ Prodotti autorizzati (verifica sempre l’etichetta):
      Rame (biologico, ammesso in agricoltura bio)

      Ziram

      Dodina

      Fosfito di potassio (azione indiretta, rinforzante)

  2. Ho comprato a marzo un pesco in vaso stamane ho notato foglie bollore che fare?Grazie,ieri per l’aiuto

    1. Ciao,
      Il “bollore delle foglie” del pesco è molto probabilmente la **bolla del pesco** (*Taphrina deformans*), una malattia fungina molto comune che si manifesta in primavera con foglie accartocciate, bollose e spesso rossastre.

      Cosa fare adesso:

      1. Rimuovi le foglie colpite**:
      Elimina tutte le foglie visibilmente malate (e anche quelle cadute a terra) per ridurre la diffusione del fungo.

      2. Non potare pesantemente ora**:
      Evita potature drastiche in questo momento, ma se ci sono rami molto infestati, puoi accorciarli leggermente.

      3. Trattamento curativo (solo limitato effetto ora)**:
      A infezione già in corso, è difficile fermarla del tutto. Tuttavia, puoi spruzzare un fungicida a base di **rame** (ossicloruro di rame, poltiglia bordolese) **solo se le foglie non sono ancora tutte aperte**, altrimenti il rame rischia di bruciarle.

      4. Concimazione e rinforzo**:
      Aiuta l’albero a reagire con un concime bilanciato o un rinforzante fogliare a base di alghe, potassio o propoli.

      Prevenzione per il prossimo anno:

      * Trattamento **autunnale** e **invernale** con rame, **prima del rigonfiamento delle gemme** (di solito fine inverno, tra febbraio e marzo).
      * Evita l’irrigazione sul fogliame e tieni la chioma ben arieggiata.

  3. Il mio pesco ha la bolla con moltissime foglie arricciate, posso spruzzare la soluzione (5g/1000cc acqua) di Bicarbonato di sodio sulle foglie ?

    1. Ciao Giuseppe, Il bicarbonato di sodio non è dannoso se usato correttamente, ma non sarà efficace nel curare le foglie già infette. Il bicarbonato è più utile come preventivo contro alcuni funghi (non molto efficace sulla bolla) piuttosto che curativo.

  4. Salve, bel sito con molte informazioni chiare e precise. Volevo chiedere cosa si può fare una volta che la pianta è già stata colpita dalla bolla e in evidente stato di malattia. Grazie

    1. Salve! Grazie per il gentile commento.

      Quando una pianta, in particolare il pesco o simili, è già stata colpita dalla bolla (Taphrina deformans) e presenta sintomi evidenti (foglie arricciate, ispessite, rossastre), non si può più bloccare la malattia per quella stagione, ma si possono comunque fare alcune cose utili per limitare i danni e prevenire il peggioramento:

      🌿 Cosa fare quando la pianta è già malata:
      Rimuovere le foglie colpite

      Se possibile, eliminate le foglie più danneggiate (quelle molto deformate) per ridurre la carica fungina.

      Non compostatele, ma buttatele via o bruciatele se possibile, per evitare la diffusione del fungo.

      Favorire il ricaccio

      Un concime azotato leggero (tipo stallatico maturo o compost) può aiutare la pianta a emettere nuove foglie sane.

      Trattamenti con prodotti rinforzanti (non curativi)

      Anche se non curano, alcuni prodotti naturali (tipo decotti di equiseto, propoli, o corroboranti a base di zolfo) possono rinforzare la pianta e rallentare eventuali infezioni secondarie.

      In agricoltura biologica, si usano anche estratti vegetali o prodotti a base di rame, ma solo se strettamente necessario e nel rispetto delle dosi, perché il rame può essere fitotossico.

      Mantenere la pianta in salute

      Irrigare correttamente, senza esagerare.

      Potare bene la pianta alla fine dell’inverno prossimo per evitare zone troppo fitte dove il fungo prospera.

      🔄 Prevenzione per l’anno prossimo
      I trattamenti preventivi si fanno a fine inverno, prima del rigonfiamento delle gemme (normalmente febbraio-marzo), con poltiglia bordolese o altri rameici.

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